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Saclà e la città di Asti |
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Asti è situata nel cuore del Piemonte, tra le dolci colline del Monferrato.
Qui la gastronomia, il mangiare e il bere bene sono una religione. La terra regala al mondo veri e propri prodigi gastronomici. Qui saper mangiare e saper far da mangiare fa parte della cultura come l’abbecedario. E ben se ne è accorto il mondo. E proprio da tutto il mondo si è sviluppato un turismo raffinato, non di massa, che insegue manicaretti e leccornie nelle piccole trattorie come nei raffinati ristoranti: vino, tartufi, ricercati antipasti, primi lussureggianti, grandiosi secondi, dolci sublimi.
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| Il tartufo bianco d'Alba |
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| Gli "agnolotti del plin", piatto tipico della tradizione piemontese |
Il culmine di questo mondo può essere toccato con mano specialmente nei mesi che vanno da Settembre (periodo del Palio, della Festa delle Sagre, delle vendemmie) a Novembre (mese del tartufo), anche se l’astigiano è una zona piacevolissima in tutti i mesi dell’anno.
Qui è nata la Saclà, interpretando l’amore di questa terra per le verdure:
conservandole, cucinandole, trasformandole in intriganti antipasti o in sapienti contorni, per dare a tutti in Italia e nel mondo il piacere di gustare una parte del sapore di questa terra.
Passeggiando per Asti
Asti racconta la sua storia millenaria attraverso le torri, le chiese, i palazzi settecenteschi, l’impianto urbanistico del centro, che mantiene la composizione a raggiera degli antichi Comuni.
Asti è da vedere e da scoprire percorrendo le sue strade strette, che sfociano in piazze salotto, luoghi di incontro naturali per stare insieme, per parlare, per vedere teatro o ascoltare musica, per giocare nell’atmosfera della città un po’ nostalgica e riservata, perfettamente interpretata dalle canzoni di Paolo Conte, astigiano DOC.
La Douja d'Or
La Douja, il Salone Nazionale di Vini Selezionati, è una tra le più importanti manifestazioni enologiche in Italia. La rassegna, nata nel 1967, si svolge ogni anno nel mese di settembre in un quartiere fieristico del capoluogo appositamente allestito. A partire dal 2000 è stato individuato, come sede temporanea in attesa della ristrutturazione dell’ex enofila, l’ottocentesco Palazzo del Collegio, in via Goltieri, angolo corso Alfieri, nel centro storico di Asti.
Durante i dieci giorni di apertura, si possono acquistare e degustare i vini premiati all’omonimo Concorso Nazionale. Il Salone Nazionale non è soltanto una vetrina di vini prestigiosi ma un importante appuntamento con convegni, incontri culturali, mostre d’arte, concerti e con i raffinati menù della cucina d’autore. In considerazione del suo significato per la promozione dell’economia locale e per la valorizzazione del territorio e di uno dei suoi prodotti d’eccellenza, la Manifestazione ha ottenuto l´Alto Patronato della Presidenza della Repubblica.
Il Palio
Il Palio è un grande drappo di velluto con le insegne di Asti e la raffigurazione del patrono San Secondo.
Milleduecento figuranti in costume medievale, ventuno cavalli al canapo, la città imbandierata, le cene propiziatorie della vigilia: sono questi gli ingredienti che fanno del Palio l’appuntamento più atteso del settembre astigiano. Non è solo la tradizione che muove la città, ma è la passione sincera dei borghigiani che alimenta una festa lunga un anno.
Tra le iniziative collaterali, da non perdere il “Palio degli Sbandieratori”, che il giovedì antecedente il Palio accende di suoni e colori Piazza S. Secondo: una parata dedicata alla nobile arte della bandiera messa in scena dai gruppi rionali di sbandieratori.
Venerdì, sempre in Piazza S. Secondo, apre i battenti il mercatino del Palio: ogni Comitato offre curiosi e originali souvenirs rigorosamente confezionati con i colori di ogni borgo, rione e comune partecipante al Palio.
Per cogliere appieno il clima del Palio non mancate alle cene propiziatorie nelle vie e nelle piazze: tra canti, balli, gastronomia e spettacolo si esorcizza la notte della vigilia nell’attesa della vittoria del giorno dopo.
Le sagre contadine
Il Festival delle Sagre è una grande giornata di festa che si celebra da 29 anni ogni seconda domenica di settembre ed è dedicata alla rappresentazione della vita contadina. Obiettivo della manifestazione è riuscire a riunire in un giorno le più genuine specialità della cucina campagnola e proporle ai cittadini perchè possano riscoprire un folklore da non dimenticare.
Oltre 40 pro-loco della provincia di Asti propongono le loro specialità gastronomiche, accompagnate da vini DOC astigiani, in un enorme e variopinto ristorante all’aperto che colora e arreda la Piazza del Campo insieme alle casette delle pro-loco, conferendo all’insieme quel pizzico di allegria e gioiosità che rendono il Festival delle Sagre una giornata memorabile.
Le pro-loco che animano il Festival sono chiamate, sotto l’imparziale giudizio di accreditate commissioni di esperti, a cimentarsi in cinque prove: la sfilata, l’allestimento dello stand, la cucina, l’accuratezza del servizio ed il rapporto fra il prezzo, la quantità e la qualità del prodotto gastronomico offerto, contribuendo, per tal via, a saldare efficacemente i due momenti fondamentali della singolare kermesse: quello dello spettacolo, della ricerca e della proposta culturale, con quello rivolto alla tutela del numerosissimo pubblico che vi accorre sempre più partecipe ed esigente.
Il tutto dopo la suggestiva sfilata che si snoda per le vie della città la domenica mattina, animata da più di tremila figuranti in autentici abiti d’epoca, trattori, arnesi del mestiere contadino, che rappresentano i valori e le tradizioni di questa magnifica terra.
La sfilata è l’appuntamento fisso per coloro che ogni anno vogliono assaporare il gusto delle cose semplici di un tempo, dei personaggi della campagna che mantengono vive, ancora oggi, quelle consuetudini che affondano le radici in queste colline.
Il vino
Niente come il vino identifica nel mondo Asti e la sua provincia.
Un viaggio nel territorio astigiano è un’ esaltante viaggio “full immersion” in esaltanti sapori e profumi.
Il vino astigiano cambia, come il paesaggio, da una collina all’altra, da un versante a quello opposto riservando sempre sorprese per chi visita vigneti e cantine. Il vino è da sempre parte fondamentale della cultura e della tradizione di Asti e della sua provincia.
La viticoltura, introdotta in Italia dai greci già intorno al V secolo a.C., fu dapprima valorizzata dai romani; dopo un periodo di spopolamento delle campagne e un conseguente impoverimento agricolo, si ebbe una ripresa della viticoltura della regione con l’affermarsi dell’autorità vescovile e con lo sviluppo di pievi e abbazie presso le quali rifiorirono i vigneti.
Attualmente circa il 55-60% della produzione vinicola piemontese proviene dal Monferrato e dalle Langhe.
Sono 14 i vini riconosciuti nell’Astigiano come D.O.C. (Denominazione di Origine Controllata) e D.O.C.G. (Denominazione di Origine Controllata e Garantita): Asti Spumante, Barbera d’Asti e del Monferrato, Brachetto d’Acqui, Cortese dell’Alto Monferrato, Dolcetto d’Alba e d’Asti, Freisa d’Asti, Grignolino d’Asti, Malvasia di Casorzo e di Castelnuovo Don Bosco, Moscato d’Asti e Ruché di Castagnole Monferrato. |
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