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La fugassa a Genova è un rito: morbida e croccante, sprigiona un profumo irresistibile. Gli ingredienti della focaccia classica genovese sono semplici: olio extravergine di oliva, farina, acqua, sale grosso e, secondo alcune ricette, una spruzzata di vino bianco delle vallate genovesi. Un prodotto da forno semplice e genuino, ma al tempo stesso molto versatile: può essere consumato a colazione, per uno spuntino nel pomeriggio e per accompagnare un aperitivo.
I cicciarelli di Noli sono pesciolini affusolati, color argento, senza squame, lunghi meno di una decina di centimetri, che gli abitanti di Noli (SV) chiamano comunemente lussi o lussotti. I ciccciarelli vivono in banchi numerosi e vengono pescati esclusivamente lungo la costa. I pescatori di cicciarelli escono in 5 o 6 con due barche e pescano con l’utilizzo di reti a sciabica (fatte a ferro di cavallo). In mattinata, al ritorno dalla battuta di pesca, i pescatori vendono i cicciarelli pescati direttamente sulla spiaggia.
Si tratta di una formaggetta di latte vaccino e ovino di antichissime origini. Ha una caratteristica forma a torre, risultata dalla sovrapposizione di robiole di diverso diametro. La parte esterna, con l’aumentare della stagionatura, diventa grinzosa e bianca, mentre l’interno ha un colore giallo paglierino. La stagionatura del Montebore è compresa tra una settimana (fresco), due settimane (semi-stagionato) e otto settimane (da grattugiare).
Questo particolare salame crudo viene prodotto nelle valli che si trovano nei pressi di Tortona, al confine tra Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria. La carne da cui si ricava proviene da suini allevati e macellati preferibilmente in zona; viene macinata a grana grossa e condita con sale marino, pepe nero macinato fine e con un infuso filtrato di aglio fresco e vino rosso locale. Insaccato nel budello naturale di suino, il salame è posto ad asciugare per un paio di settimane. La stagionatura dei salami varia da un minimo di tre mesi a un massimo di diciotto e avviene ancora all’interno della cantine.
I cardi vengono seminati a maggio nei terreni sabbiosi tra Nizza Monferrato, Incisa Scapaccino e Castelnuovo Belbo e vengono raccolti nel mese di ottobre. Diventano “gobbi” e assumono il caratteristico colore bianco grazie a una particolare tecnica di coltivazione. Nel mese di settembre, quando solo alti e rigogliosi, vengono piegati e ricoperti di terra. In questo modo si curvano o meglio diventano gobbi e le coste diventano bianchissime e tenere. Il cuore del cardo, straordinariamente croccante e dolce, viene consumato cotto oppure crudo. È una delle verdure protagoniste della famosa bagna cauda, una salsa tradizionale piemontese a base di aglio, olio extravergine e acciughe.
Il culatello di Zibello è uno dei salumi più nobili e più noti della tradizione italiana. Viene prodotto con la noce della coscia di suino, lavorato completamente a mano e stagionato senza l’utilizzo di impianti di refrigerazione. Il riconoscimento DOPO è limitato a soli otto comuni emiliani: Zibello, Busseto, Polesine, Soragna, Roccabianca, Sissa, San Secondo, Colorno. Il culatello di Zibello ha una caratteristica forma a pera, è avvolto da uno spago a maglie larghe e, prima del taglio, viene immerso in un bagno di vino che conferisce a questo salume delle particolari note aromatiche.
L’agnello di Zeri, territorio in provincia di Massa-Carrara, è una razza che ha mantenuto intatte nel tempo le sue caratteristiche. Il latte della pecora Zerasca, che serve esclusivamente ad allattare gli agnellini fino alla macellazione, è ricchissimo di elementi nutritivi: il suo contenuto in proteine è superiore a ogni altra razza ovina. La carne dell’agnello Zerasco è particolarmente tenera e profumata ed è tradizionalmente cucinata in un forno di ghisa adagiato sulla brace ardente.
Si tratta di un prosciutto proveniente da suini allevati all’aperto, secondo un sistema tradizionale, nel Casentino, una zona ricca di boschi alle porte di Arezzo. I maiali si nutrono solo di erbe da pascolo che trovano nel sottobosco e sono macellati soltanto quando raggiungono il peso minimo di 120-160 chilogrammi. Le cosce di maiale, dopo una refrigerazione di almeno 24 ore, vengono massaggiate e salate con un impasto preparato con sale, aglio e spezie (pepe, peperoncino, noce moscata e ginepro). La forma del prosciutto del Casentino è tondeggiante, leggermente allungata e il peso è compreso tra 9 e 12 chilogrammi.
Il lardo di Colonnata deve la sua peculiarità a diversi fattori, primo fra tutti al territorio. Colonnata è posta a oltre 500 metri s.l.m. ed è circondata da cave di marmo, che garantiscono a questa località un micro-clima ideale per la lavorazione di questo particolare lardo. Il lardo di Colonnata viene lavorato stagionalmente, da settembre a maggio e viene lasciato a maturare in vasche di marmo (conche). La preparazione del lardo di Colonnata prevede diverse fasi: il grasso del maiale viene pulito e massaggiato con sale marino; si alternano strati di grasso con una mistura di spezie (diversa a seconda delle ricette ma che prevede come base pepe nero, aglio e rosmarino) fino a colmare la conca che viene chiusa. La stagionatura prevede un periodo di tempo che può andare dai sei mesi ad oltre due anni.

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